The english game è una miniserie Netflix, realizzata dai creatori di Downton Abbey, e incentrata sulle origini del calcio moderno. I protagonisti sono Fergus Suter (K.Guthrie), talentuoso calciatore che viene comprato dalla squadra della classe operaia Darwen e Arthur Kinnaird (E.Holcroft) capitano della squadra di aristocratici Old Etonians.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare l'elemento sportivo non è poi così predominante: non mancano infatti storyline legate ad altri personaggi della serie, in particolare le vicende legate alla moglie di Kinnaird. E il problema principale della miniserie risiede proprio in questo: sembra quasi che abbiano avuto paura di concentrarsi troppo sull'aspetto calcistico per timore di alienarsi una parte di pubblico ma la verità è che le parti sportive sono le migliori e i personaggi sono più sfaccettati proprio quando si rapportano allo sport. Io avrei concentrato l'attenzione solo sul calcio, anziché perdersi in disordini operai (che poi sono poco approfonditi) e bambini illegittimi (onestamente tutta la parte con la moglie di Kinnaird e l'istituto Cartwright è alquanto noiosa e sconnessa dal resto).
Rimane nel complesso una serie godibile e che si guarda in fretta, complice anche le sole 6 puntate, però dà comunque la sensazione di un'opportunità sprecata.
Ciao, sono Daniela, appassionata di cinema e serie tv. Qui trovate le mie recensioni
sabato 4 aprile 2020
martedì 18 febbraio 2020
Le terrificanti avventure di Sabrina- stagione 3
La seconda stagione de Le terrificanti avventure di Sabrina mi era piaciuta davvero tanto e il finale prometteva una terza parte interessante. Purtroppo però questa terza stagione mi ha davvero delusa tanto. Intanto nel complesso l'ho trovata abbastanza noiosa, tant'è che ho faticato non poco a finirla mentre la seconda l'avevo davvero divorata in breve.
Il problema principale della serie sta in Sabrina, ed è un guaio quando è la tua protagonista la cosa peggiore: anziché fare passi in avanti e crescere, ho trovato in Sabrina una decisa involuzione; è sempre stata un personaggio interessato al suo tornaconto che non ragiona troppo sulle conseguenze delle proprie azioni ma in questa stagione mi è sembrata particolarmente egoista e anche nel finale nonostante tutto quello che è accaduto nella stagione prende una decisione stupida e azzardata che avrà sicuramente ripercussioni poco piacevoli.
Anche la storia tra Sabrina e Nick è stata scritta decisamente male: credevo che il salvarlo dagli inferi sarebbe stato un tema della stagione e invece è stato liberato in 1-2 puntate con Sabrina che non riesce minimamente ad aiutarlo a superare il trauma della possessione del Signore Oscuro e lui incapace di parlarne con lei. Se gli sceneggiatori puntano a farli stare insieme in futuro ci sarà da lavorare.
Lo scontro con Caliban poi è stato abbastanza noioso dato che lui non è stato un cattivo neanche lontanamente interessante o approfondito, sembrava che l'unica cosa che contasse fosse il suo essere figo.
Anche i pagani che sono sembrati inarrestabili per 6-7 puntate sono stati sconfitti banalmente.
Ci sono comunque stati degli elementi interessanti in questa stagione: su tutti il percorso di evoluzione di zia Zelda, vera MVP di questa terza parte, interessante sia il suo tentativo di gestire l'accademia e guidare la congrega, sia il suo abbracciare Hecate nel finale; la sua potenziale relazione con Mama Marie sembre promettere cose interessanti per la quarta stagione. Ambrose è un altro personaggio ben sviluppato e uno dei pochi a usare il cervello; spero che continui ad essere molto presente. Theo e Robin sono altre note positive della stagione: la loro relazione è stata dolce. Roz ed Harvey invece un po' anonimi a sto giro.
Non perdo la speranza che nella quarta stagione possa risollevarsi ma bisognerà lavorare non poco sulla sceneggiatura.
Il problema principale della serie sta in Sabrina, ed è un guaio quando è la tua protagonista la cosa peggiore: anziché fare passi in avanti e crescere, ho trovato in Sabrina una decisa involuzione; è sempre stata un personaggio interessato al suo tornaconto che non ragiona troppo sulle conseguenze delle proprie azioni ma in questa stagione mi è sembrata particolarmente egoista e anche nel finale nonostante tutto quello che è accaduto nella stagione prende una decisione stupida e azzardata che avrà sicuramente ripercussioni poco piacevoli.
Anche la storia tra Sabrina e Nick è stata scritta decisamente male: credevo che il salvarlo dagli inferi sarebbe stato un tema della stagione e invece è stato liberato in 1-2 puntate con Sabrina che non riesce minimamente ad aiutarlo a superare il trauma della possessione del Signore Oscuro e lui incapace di parlarne con lei. Se gli sceneggiatori puntano a farli stare insieme in futuro ci sarà da lavorare.
Lo scontro con Caliban poi è stato abbastanza noioso dato che lui non è stato un cattivo neanche lontanamente interessante o approfondito, sembrava che l'unica cosa che contasse fosse il suo essere figo.
Anche i pagani che sono sembrati inarrestabili per 6-7 puntate sono stati sconfitti banalmente.
Ci sono comunque stati degli elementi interessanti in questa stagione: su tutti il percorso di evoluzione di zia Zelda, vera MVP di questa terza parte, interessante sia il suo tentativo di gestire l'accademia e guidare la congrega, sia il suo abbracciare Hecate nel finale; la sua potenziale relazione con Mama Marie sembre promettere cose interessanti per la quarta stagione. Ambrose è un altro personaggio ben sviluppato e uno dei pochi a usare il cervello; spero che continui ad essere molto presente. Theo e Robin sono altre note positive della stagione: la loro relazione è stata dolce. Roz ed Harvey invece un po' anonimi a sto giro.
Non perdo la speranza che nella quarta stagione possa risollevarsi ma bisognerà lavorare non poco sulla sceneggiatura.
domenica 9 febbraio 2020
Oscar 2020: i miei pronostici
Ecco per me chi vince gli Oscar oggi.
MIGLIOR FILM: 1917
MIGLIOR REGIA: Sam mendes (1917)
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: Joaquin Phoenix
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Renee Zellweger
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Brad Pitt
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Laura Dern
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Parasite
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Jojo Rabbit
MIGLIOR FOTOGRAFIA: 1917
MIGLIOR COSTUMI: Piccole donne
MIGLIOR MONTAGGIO: Joker
MIGLIOR MAKE UP: Bombshell
MIGLIOR COLONNA SONORA: Joker
MIGLIOR CANZONE: I'm gonna love me again (Rocketman)
MIGLIOR SCENOGRAFIA: 1917
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: 1917
MIGLIOR MIXAGGIO SONORO: 1917
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: Klaus
MIGLIOR FILM STRANIERO: Parasite
MIGLIOR FILM: 1917
MIGLIOR REGIA: Sam mendes (1917)
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: Joaquin Phoenix
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Renee Zellweger
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Brad Pitt
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Laura Dern
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Parasite
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Jojo Rabbit
MIGLIOR FOTOGRAFIA: 1917
MIGLIOR COSTUMI: Piccole donne
MIGLIOR MONTAGGIO: Joker
MIGLIOR MAKE UP: Bombshell
MIGLIOR COLONNA SONORA: Joker
MIGLIOR CANZONE: I'm gonna love me again (Rocketman)
MIGLIOR SCENOGRAFIA: 1917
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: 1917
MIGLIOR MIXAGGIO SONORO: 1917
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: Klaus
MIGLIOR FILM STRANIERO: Parasite
domenica 2 febbraio 2020
1917
Splendido film di guerra, ambientato nel 1917 come si evince dal titolo, diretto magistralmente da Sam Mendes. In 1917 viene raccontato un unico episodio: due soldati britannici devono percorrere 15 km per fermare l'attacco di un loro battaglione che rischia di finire in una trappola tedesca. Lo spettatore mantiene uno stato d'ansia quasi costante mentre segue il difficile compito dei due soldati che devono percorrere la trincea abbandonata dai tedeschi e un territorio in mano ai nemici per cercare di salvare la vita a 1600 loro commilitoni.
La regia di Mendes è sempre focalizzata sui due protagonisti ed è girato in un unico piano sequenza con una fotografia davvero ottima. Il film dovrebbe vincere meritatamente diverse statuette il prossimo weekend agli Oscar e potrebbe anche portarsi a casa il premio come miglior film. Tecnicamente è fatto davvero bene, ed è assolutamente coinvolgente. Mi sembra però che non si parli abbastanza della ottima recitazione di MacKay che in diverse parti è da solo in scena e porta sulle sue spalle il peso del film. Film poi impreziosito dai camei di attori di talento come Colin Firth e Benedict Cumberbatch.
La regia di Mendes è sempre focalizzata sui due protagonisti ed è girato in un unico piano sequenza con una fotografia davvero ottima. Il film dovrebbe vincere meritatamente diverse statuette il prossimo weekend agli Oscar e potrebbe anche portarsi a casa il premio come miglior film. Tecnicamente è fatto davvero bene, ed è assolutamente coinvolgente. Mi sembra però che non si parli abbastanza della ottima recitazione di MacKay che in diverse parti è da solo in scena e porta sulle sue spalle il peso del film. Film poi impreziosito dai camei di attori di talento come Colin Firth e Benedict Cumberbatch.
giovedì 16 gennaio 2020
Piccole donne
Ci sono stati un sacco di adattamenti del romanzo Piccole Donne di L.M.Alcott, sia per la tv che per il cinema, e quindi si potrebbe pensare che non ci fosse la necessità di farne uno nuovo. Eppure Greta Gerwig è riuscita nell'intento di rendere accattivante e diverso dal solito il suo Piccole donne. Una delle sue scelte più felici è senza dubbio la decisione di non seguire una narrazione in ordine cronologico ma di passare tra passato e presente unendo gli avvenimenti per tematiche e creando così degli interessanti parallelismi come ad esempio le scene delle due malattie di Beth. In questo modo lo spettatore riesce a rimanere ancora sorpreso nonostante il materiale sia decisamente noto. Ho molto apprezzato che tutte le ragazze vengano approfondite in ugual misura, anche Amy che non è mai stata la mia preferita acquista spessore in questa versione.
Oltre ad un'ottima regia e sceneggiatura il film può contare su un cast decisamente azzeccato: Saoirse Ronan è una Jo assolutamente perfetta e la chimica con il suo amico Chalamet è notevole. Florence Pugh è un'ottima Amy e Meryl Streep è irresistibile come zia March.
Nel complesso credo che sia una delle miglior trasposizioni di sempre.
Oltre ad un'ottima regia e sceneggiatura il film può contare su un cast decisamente azzeccato: Saoirse Ronan è una Jo assolutamente perfetta e la chimica con il suo amico Chalamet è notevole. Florence Pugh è un'ottima Amy e Meryl Streep è irresistibile come zia March.
Nel complesso credo che sia una delle miglior trasposizioni di sempre.
lunedì 13 gennaio 2020
Oscar 2020: le mie considerazioni
Sono uscite le nomination agli Oscar: poche sorprese e tante conferme.
Considerazioni sparse sulle varie categorie. per quanto riguarda la categoria miglior film per l'ennesimo anno sono nominati 9 film, ma nominarne 10 gli fa così schifo? Comunque nessuna sorpresa in questa categoria.
Felice della nomination come miglior attore a Banderas, ci credevo poco dopo che era stato snobbato ai SAG e ai Bafta. Mi spiace per Taron Egerton ma avrà occasione di rifarsi. In ogni caso contro Phoenix credo ci siano poche speranze per tutti. Le nomination ai Bafta avevano preannunciato il ritorno nella cinquina donne protagoniste per Saoirse Ronan (a che numero è già arrivata? Pazzesca! A fine carriera potrebbe avere più nomination della Streep) e l'ingresso di Florence Pugh nelle non protagoniste. Decisamente Piccole donne è piaciuto. Altra sorpresa è la presenza di Kathy Bates che come per Banderas davo fuori dai giochi.
La cinquina della regia è la stessa di Golden Globes e Bafta. Contentissima per la presenza di Klaus nella cinquina miglior film d'animazione che è forse una delle categorie più incerte da prevedere quest'anno.
Beyonce fuori dalla canzone originale.
In generale Netflix può fregarsi le mani perché ha davvero molte nomination ma anche Parasite, 1917 e C'era una volta a Hollywood dominano.
Considerazioni sparse sulle varie categorie. per quanto riguarda la categoria miglior film per l'ennesimo anno sono nominati 9 film, ma nominarne 10 gli fa così schifo? Comunque nessuna sorpresa in questa categoria.
Felice della nomination come miglior attore a Banderas, ci credevo poco dopo che era stato snobbato ai SAG e ai Bafta. Mi spiace per Taron Egerton ma avrà occasione di rifarsi. In ogni caso contro Phoenix credo ci siano poche speranze per tutti. Le nomination ai Bafta avevano preannunciato il ritorno nella cinquina donne protagoniste per Saoirse Ronan (a che numero è già arrivata? Pazzesca! A fine carriera potrebbe avere più nomination della Streep) e l'ingresso di Florence Pugh nelle non protagoniste. Decisamente Piccole donne è piaciuto. Altra sorpresa è la presenza di Kathy Bates che come per Banderas davo fuori dai giochi.
La cinquina della regia è la stessa di Golden Globes e Bafta. Contentissima per la presenza di Klaus nella cinquina miglior film d'animazione che è forse una delle categorie più incerte da prevedere quest'anno.
Beyonce fuori dalla canzone originale.
In generale Netflix può fregarsi le mani perché ha davvero molte nomination ma anche Parasite, 1917 e C'era una volta a Hollywood dominano.
sabato 4 gennaio 2020
La dea fortuna
Annamaria (J.Trinca) deve fare degli accertamenti in ospedale e decide quindi di lasciare i suoi figli per qualche giorno a casa della coppia di amici, Alessandro (E.Leo) e Arturo (S.Accorsi).
Ho sempre amato molto il cinema di Ozpetek, anche se alcune delle sue ultime opere come Rosso Istanbul mi avevano convinto meno. Con La dea fortuna invece torna a fare centro, realizzando uno dei suoi film migliori: si contende con La finestra di fronte il primo posto. Ozpetek ha realizzato un film maturo, intenso, mai sopra le righe. Sono presenti molte delle caratteristiche del suo cinema ma qui fila tutto in modo perfetto. Senza dubbio, oltre ad un'ottima regia e sceneggiatura, il film è aiutato da un cast ottimo: sono tutti bravi ma devo dire che io sono rimasta molto impressionata da Edoardo Leo, che conoscevo come attore in ruoli comici, ma che qui è davvero magnetico ed intenso e convincente anche nelle parti drammatiche. Come sempre poi la colonna sonora è perfetta ed in sintonia con le immagini.
Davvero un film da non perdere.
Ho sempre amato molto il cinema di Ozpetek, anche se alcune delle sue ultime opere come Rosso Istanbul mi avevano convinto meno. Con La dea fortuna invece torna a fare centro, realizzando uno dei suoi film migliori: si contende con La finestra di fronte il primo posto. Ozpetek ha realizzato un film maturo, intenso, mai sopra le righe. Sono presenti molte delle caratteristiche del suo cinema ma qui fila tutto in modo perfetto. Senza dubbio, oltre ad un'ottima regia e sceneggiatura, il film è aiutato da un cast ottimo: sono tutti bravi ma devo dire che io sono rimasta molto impressionata da Edoardo Leo, che conoscevo come attore in ruoli comici, ma che qui è davvero magnetico ed intenso e convincente anche nelle parti drammatiche. Come sempre poi la colonna sonora è perfetta ed in sintonia con le immagini.
Davvero un film da non perdere.
sabato 28 dicembre 2019
Last Christmas
Kate (E.Clarke) è un disastro e sembra non sapere cosa fare nella vita ma l'incontro con Tom (H.Golding) segna una svolta. Commedia romantica in clima natalizio: film godibile anche se troppo prevedibile. Il cosiddetto colpo di scena non dovrebbe infatti essere tale per uno spettatore attento: si capisce tutto fin da subito. Resta comunque un film piacevole se non si hanno troppe pretese, in alcuni punti anche divertente grazie ai personaggi interpretati da Michelle Yeoh ed Emma Thompson. Tra le scene migliori quelle in cui è presente il protagonista Henri Golding anche se va ammesso che lui e la Clarke non abbiano poi chissà che chimica pazzesca, il che è un peccato perché il film ne avrebbe giovato.
Si può vedere se si ha voglia di una commedia romantica poco impegnativa.
Star wars-l'ascesa di Skywalker
Non è mai facile finire una saga in modo soddisfacente, ancora più di difficile nel caso di una saga con un nutrito gruppo di fan, ognuno dei quali convinto di sapere come dovrebbe concludersi. Inevitabile quindi che episodio IX finisse per scontentare una parte del pubblico. Dopo l'incursione di Ryan Johnson alla regia in episodio VIII, ecco il ritorno di J.J.Abrams che torna al comando così come era accaduto ne Il Risveglio della forza (per me il migliore dei 3 episodi di questa nuova trilogia).
Capisco perché certe scelte possano aver fatto storcere il naso ai più, in particolare la questione origine di Rey che di fatto cancella la decisione presa nello scorso episodio, però devo dire che nel complesso a me è il film è piaciuto molto, più de Gli ultimi Jedi: la storia ha una sua coerenza, in alcuni punti forse un po' scontata, ci sono un sacco di richiami e citazioni al passato della saga. Mi piace che si siano concentrati sul trio Rey-Poe-Finn, per me il punto di forza della trilogia, ottimo Adam Driver come Kylo Ren, anche se forse un po' scontata la risoluzione del suo personaggio. Le scene di battaglia sono appassionanti e non eccessivamente lunghe. Il film dura due ore e un quarto ma non è affatto pesante.
Capisco perché certe scelte possano aver fatto storcere il naso ai più, in particolare la questione origine di Rey che di fatto cancella la decisione presa nello scorso episodio, però devo dire che nel complesso a me è il film è piaciuto molto, più de Gli ultimi Jedi: la storia ha una sua coerenza, in alcuni punti forse un po' scontata, ci sono un sacco di richiami e citazioni al passato della saga. Mi piace che si siano concentrati sul trio Rey-Poe-Finn, per me il punto di forza della trilogia, ottimo Adam Driver come Kylo Ren, anche se forse un po' scontata la risoluzione del suo personaggio. Le scene di battaglia sono appassionanti e non eccessivamente lunghe. Il film dura due ore e un quarto ma non è affatto pesante.
martedì 10 dicembre 2019
The Crown-stagione 3
Quando si realizza una serie di successo non è mai facile mantenere alto il livello a mano a mano che passano le stagione. Ancora più difficile se, come nel caso della terza stagione di The Crown, viene cambiato l'intero cast. La serie Netflix non ha però deluso le aspettative e ha mantenuto la sua qualità anche in questa stagione. La qualità del nuovo cast ha senz'altro contribuito: e se era facile prevedere che la Colman o la Bonham Carter si sarebbero mostrate all'altezza, la vera sorpresa della stagione è stata Josh O'Connor. Il principe Carlo, interpretato appunto da O'Connor, si è dimostrato un'ottima aggiunta e le puntate che lo hanno visto protagonista sono state tra le migliori della stagione, assieme a quella sulla miniera. Chi lo avrebbe detto che Carlo sarebbe diventato uno dei personaggi migliori! L'unico passaggio a vuoto per me è stata la puntata sullo sbarco sulla luna: se da un lato ha permesso a Tobias Menzies di mostrare le sue qualità, dall'altro mi è sembrata troppo lunga e poco entusiasmante.
Niente da dire poi come anche per le precedenti due stagioni su regia, scenografia e costumi, sempre impeccabili. Non vedo l'ora di vedere la quarta, con l'arrivo di Diana, che dovrebbe garantire che Josh O'Connor continuerà ad avere molto spazio, e con la comparsa della Tatcher.
Frozen 2
Dopo l'enorme successo riscontrato dal primo Frozen era quasi inevitabile che Disney decidesse di realizzare un seguito. Non è sempre facile però fare un film che sia all'altezza del predecessore. In questo caso credo che Disney sia riuscita a realizzare un ottimo sequel. Il film mantiene i punti di forza del primo capitolo: il rapporto tra le due sorelle, qui ancora più centrale che nel primo Frozen, la simpatia di Olaf e Sven, con l'aggiunta di nuovi personaggi accattivanti, e canzoni orecchiabili, anche se forse manca una Let it go.
Il nodo principale della vicenda riguarda una foresta incantata che ha un ruolo importante nel passato di Arendelle e dalla quale proviene una voce che sembra chiamare Elsa. La trama è piuttosto semplice però il film scorre via in modo molto piacevole, con un paio di sorprese inattese e altre invece prevedibili.
Se avete amato il primo Frozen apprezzerete anche questo film
Il nodo principale della vicenda riguarda una foresta incantata che ha un ruolo importante nel passato di Arendelle e dalla quale proviene una voce che sembra chiamare Elsa. La trama è piuttosto semplice però il film scorre via in modo molto piacevole, con un paio di sorprese inattese e altre invece prevedibili.
Se avete amato il primo Frozen apprezzerete anche questo film
domenica 1 dicembre 2019
The Irishman
Tre ore e mezza di film nelle mani di un regista meno capace di Scorsese risulterebbero pesantissime e invece scorrono via senza intoppi. Una storia di mafia come solo Scorsese sa raccontare con dei mostri sacri della recitazione che interpretano personaggi realmente esistiti per un film che copre 30 anni di vita e di storia.
De Niro, il protagonista principale del film, interpreta l'irlandese del titolo, Frank Sheeran, sicario di mafia. Tra le parti centrali del film ci sono il suo rapporto con il capo e amico Russell Bufalino (Joe Pesci) e il sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino).
Il film è girato in maniera magistrale e la narrazione, che fa avanti e indietro tra diversi piani temporali, è ben gestita: la non linearità del racconto aiuta a mantenere viva l'attenzione. Tre grandi attori danno il meglio di sè ma se proprio si volesse fare un confronto tra i tre direi che Al Pacino esce come vincitore e spero che ci sia spazio per lui nell'imminente stagione dei premi. Oltre ai tre citati c'è anche il resto del cast che non sfigura affatto ed è formato da ottimi caratteristi come Harvey Keitel e Ray Romano.
Se vi piace l'argomento trattato vi consiglio di non perdervelo.
De Niro, il protagonista principale del film, interpreta l'irlandese del titolo, Frank Sheeran, sicario di mafia. Tra le parti centrali del film ci sono il suo rapporto con il capo e amico Russell Bufalino (Joe Pesci) e il sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino).
Il film è girato in maniera magistrale e la narrazione, che fa avanti e indietro tra diversi piani temporali, è ben gestita: la non linearità del racconto aiuta a mantenere viva l'attenzione. Tre grandi attori danno il meglio di sè ma se proprio si volesse fare un confronto tra i tre direi che Al Pacino esce come vincitore e spero che ci sia spazio per lui nell'imminente stagione dei premi. Oltre ai tre citati c'è anche il resto del cast che non sfigura affatto ed è formato da ottimi caratteristi come Harvey Keitel e Ray Romano.
Se vi piace l'argomento trattato vi consiglio di non perdervelo.
giovedì 21 novembre 2019
Klaus
Vi siete mai chiesti come sia nata la leggenda di Babbo Natale? Netflix ha deciso di rispondere a questa domanda con il film d'animazione Klaus, in italiano doppiato dalle voci di Marco Mengoni e Francesco Pannofino. Il film è una produzione spagnola e il regista ha lavorato a classici Disney come Tarzan e Il gobbo di Notre Dame.
Jesper, un postino, viene inviato dal padre, per punizione, nel villaggio di Smeerensburg, con l'obiettivo di smistare 6000 lettere; peccato che nel paese nessuno scriva ed invii posta. Jesper, per un caso fortuito, ha l'idea di far scrivere ai bambini delle lettere al giocattolaio Klaus che invierà loro dei giocattoli.
Il film è molto carino e decisamente adatto allo spirito natalizio: non ci sono grossi elementi di sorpresa ed il suo svolgimento è abbastanza prevedibile ma rimane una visione molto piacevole e io personalmente mi sono anche commossa nel finale. L'animazione è ben fatta, il doppiaggio italiano è affidato a professionisti del mestiere, con l'eccezione di Mengoni che presta la voce al protagonista Jesper ma devo dire che rispetto al Re Leone dove non mi aveva convinta del tutto qui se la cava.
Jesper, un postino, viene inviato dal padre, per punizione, nel villaggio di Smeerensburg, con l'obiettivo di smistare 6000 lettere; peccato che nel paese nessuno scriva ed invii posta. Jesper, per un caso fortuito, ha l'idea di far scrivere ai bambini delle lettere al giocattolaio Klaus che invierà loro dei giocattoli.
Il film è molto carino e decisamente adatto allo spirito natalizio: non ci sono grossi elementi di sorpresa ed il suo svolgimento è abbastanza prevedibile ma rimane una visione molto piacevole e io personalmente mi sono anche commossa nel finale. L'animazione è ben fatta, il doppiaggio italiano è affidato a professionisti del mestiere, con l'eccezione di Mengoni che presta la voce al protagonista Jesper ma devo dire che rispetto al Re Leone dove non mi aveva convinta del tutto qui se la cava.
giovedì 7 novembre 2019
Il re
Il re (The king) è un film originale Netflix che trae ispirazione dalle opere di Shakesperare su re Enrico V d'Inghilterra (T.Chalamet): in particolare il film su focalizza sulla sua ascesa al trono e lo scontro contro il delfino di Francia (R.Pattinson).
Tecnicamente è fatto molto bene e ho trovato il cast azzeccato in particolare Chalamet su cui il film si regge quasi interamente. Mi è piaciuto come abbiano bilanciato le scene di battaglia a momenti di maggior caratterizzazione psicologica dei personaggi, in particolare certi dialoghi sul potere e il regnare sono interessanti e rendono il film diverso dal solito film in costume dove i personaggi non fanno altro che comabttere. Volendo fare un confronto tra film Netflix di analogo argomento, Il re risulta migliore di Outlaw King, che pure non mi era dispiaciuto.
Per me il film è ampiamente promosso e ne consiglio la visione.
Tecnicamente è fatto molto bene e ho trovato il cast azzeccato in particolare Chalamet su cui il film si regge quasi interamente. Mi è piaciuto come abbiano bilanciato le scene di battaglia a momenti di maggior caratterizzazione psicologica dei personaggi, in particolare certi dialoghi sul potere e il regnare sono interessanti e rendono il film diverso dal solito film in costume dove i personaggi non fanno altro che comabttere. Volendo fare un confronto tra film Netflix di analogo argomento, Il re risulta migliore di Outlaw King, che pure non mi era dispiaciuto.
Per me il film è ampiamente promosso e ne consiglio la visione.
domenica 27 ottobre 2019
Downton Abbey
La famiglia Crawley è tornata e ci era davvero mancata! A distanza di 4 anni dalla fine della serie tutti i protagonisti del telefilm sono tornati in questo film per farci assaporare ancora due ore in compagnia della famiglia.
Se avete amato la serie tv non potrete non apprezzare anche questo film: ovviamente avendo solo 2 ore a disposizione la trama è poco più di un pretesto per farci vedere come stanno i vari membri della famiglia: infatti l'unica cosa che accade è che i reali sono ospiti a Downton e la casa è in subbuglio. Nonostante quanto accada nel film sia facilmente riassumibile in una riga il film racchiude bene tutta l'essenza della serie: attenzione ai personaggi, momenti comici, momenti toccanti. Ed è bello vedere dare un po' di spazio a tutti: un po' di gioia per Barrows, la promessa di un nuovo amore per Tom, i classici battibecchi tra Violet e Isobel. Apprezzabile poi che l'inutile marito di Mary compaia davvero poco. Le new entry del film sono ben amalgamati con il resto dei personaggi: in particolare Lady Bagshaw e Lucy sembra che abbiano sempre fatto parte della serie.
Mi è piaciuto davvero moltissimo ed è imperdibile per gli amanti della serie.
Se avete amato la serie tv non potrete non apprezzare anche questo film: ovviamente avendo solo 2 ore a disposizione la trama è poco più di un pretesto per farci vedere come stanno i vari membri della famiglia: infatti l'unica cosa che accade è che i reali sono ospiti a Downton e la casa è in subbuglio. Nonostante quanto accada nel film sia facilmente riassumibile in una riga il film racchiude bene tutta l'essenza della serie: attenzione ai personaggi, momenti comici, momenti toccanti. Ed è bello vedere dare un po' di spazio a tutti: un po' di gioia per Barrows, la promessa di un nuovo amore per Tom, i classici battibecchi tra Violet e Isobel. Apprezzabile poi che l'inutile marito di Mary compaia davvero poco. Le new entry del film sono ben amalgamati con il resto dei personaggi: in particolare Lady Bagshaw e Lucy sembra che abbiano sempre fatto parte della serie.
Mi è piaciuto davvero moltissimo ed è imperdibile per gli amanti della serie.
giovedì 24 ottobre 2019
Panama papers
Panama Papers è un film, tratto da un libro, ispirato all'omonima vicenda che ha portato alla pubblicazione di documenti riservati dello studio Mossack Fonseca su società offshore. Il film è raccontato in prima persona da i due avvocati dello studio interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas. Il loro racconto segue le vicende di vari personaggi la cui vita si intreccia con lo studio: spicca tra tutti Helen, interpretata da Meryl Streep.
Il film nonostante la trama possa far pensare a un'opera cupa o seria è in realtà una commedia, che spiega molto bene la vicenda delle società offshore. Il cast è davvero ottimo, anche se non mi è piaciuto il doppiaggio del personaggio di Oldman, ed è il punto di forza del film.
Nel complesso per quanto il film sia godibile, ho trovato che fosse poco coeso, con troppi personaggi appena abbozzati: le parti migliori indubbiamente sono quelle con il trio Oldman, Streep e Banderas.
Steven Soderbergh ha fatto di meglio anche se comunque non è un brutto film.
Il film nonostante la trama possa far pensare a un'opera cupa o seria è in realtà una commedia, che spiega molto bene la vicenda delle società offshore. Il cast è davvero ottimo, anche se non mi è piaciuto il doppiaggio del personaggio di Oldman, ed è il punto di forza del film.
Nel complesso per quanto il film sia godibile, ho trovato che fosse poco coeso, con troppi personaggi appena abbozzati: le parti migliori indubbiamente sono quelle con il trio Oldman, Streep e Banderas.
Steven Soderbergh ha fatto di meglio anche se comunque non è un brutto film.
mercoledì 9 ottobre 2019
Yesterday
Jack Malik (H.Patel) dopo un incidente avvenuto durante un black out di livello mondiale è l'unico a ricordarsi dei Beatles e scopre che la band non è mai esistita. Decide così di cantare le loro canzoni e diventa una star a livello mondiale.
La premessa del film è simpatica e il film in alcuni momenti è divertente. Non sono male anche un paio di colpi di scena: in particolare quello verso la fine del film. Non è però un film prettamente musicale: anche se non mancano i momenti musicali, il film è principalmente una commedia romantica e non è un caso che lo sceneggiatore sia lo stesso di film come Love Actually e Il diario di Bridget Jones.
Danny Boyle è poi sempre un regista di talento. Simpatico Ed Sheeran nei panni di se stesso.
Il film non è certo un capolavoro da Oscar ma è godibile e piacevole: consigliato a chi apprezza le commedie romantiche e ama le canzoni dei Beatles.
La premessa del film è simpatica e il film in alcuni momenti è divertente. Non sono male anche un paio di colpi di scena: in particolare quello verso la fine del film. Non è però un film prettamente musicale: anche se non mancano i momenti musicali, il film è principalmente una commedia romantica e non è un caso che lo sceneggiatore sia lo stesso di film come Love Actually e Il diario di Bridget Jones.
Danny Boyle è poi sempre un regista di talento. Simpatico Ed Sheeran nei panni di se stesso.
Il film non è certo un capolavoro da Oscar ma è godibile e piacevole: consigliato a chi apprezza le commedie romantiche e ama le canzoni dei Beatles.
venerdì 4 ottobre 2019
C'era una volta...a Hollywood,
L'ultimo film di Tarantino, ambientato nel 1969, segue due filoni principali, intrecciati tra loro: da un lato il duo Rick-Cliff interpretati rispettivamente da Di Caprio e Pitt, un attore e il suo stuntman alle prese con il declino della carriera dell'attore e dall'altro la vicenda di Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie. Le due vicende sono in buona parte separate, nonostante la Tate e Rick siano vicini di casa ma si intrecciano in un paio di occasioni: quando Cliff finisce per caso nel ranch di Manson e nel finale.
Il film è parecchio lungo, due ore e mezza, ma personalmente non l'ho trovato minimamente pesante: avrei forse solo un pelo accorciato la parte in cui Rick gira l'episodio pilota della serie ma Di Caprio è talmente uno spettacolo che anche quella parte risulta comunque interessante. Il film è un'opera sul cinema e sull'amore che Tarantino ha per esso e se siete appassionati non potrà che piacervi: ho adorato le scelte registiche di cambio di formato di pellicole e tutte le citazioni di film, serie tv e attori dell'epoca. Unica pecca riguardo l'ultimo aspetto è la figura di Bruce Lee che ho trovato troppo macchietta.
Per quanto riguarda la vicenda di Sharon Tate è chiaro che si capisce e si apprezzano molto di più le scelte di Tarantino se si conosce la vicenda, perché questo non è un documentario e il regista non fornisce spiegazioni. Non voglio svelare il finale del film ma devo dire che a me la scelta di Tarantino è piaciuta molto: sembra portare lo spettatore verso una conclusione scontata ma invece ribalta tutto e ti spiazza. Io l'ho trovato un finale dolce e rispettoso.
Il film è parecchio lungo, due ore e mezza, ma personalmente non l'ho trovato minimamente pesante: avrei forse solo un pelo accorciato la parte in cui Rick gira l'episodio pilota della serie ma Di Caprio è talmente uno spettacolo che anche quella parte risulta comunque interessante. Il film è un'opera sul cinema e sull'amore che Tarantino ha per esso e se siete appassionati non potrà che piacervi: ho adorato le scelte registiche di cambio di formato di pellicole e tutte le citazioni di film, serie tv e attori dell'epoca. Unica pecca riguardo l'ultimo aspetto è la figura di Bruce Lee che ho trovato troppo macchietta.
Per quanto riguarda la vicenda di Sharon Tate è chiaro che si capisce e si apprezzano molto di più le scelte di Tarantino se si conosce la vicenda, perché questo non è un documentario e il regista non fornisce spiegazioni. Non voglio svelare il finale del film ma devo dire che a me la scelta di Tarantino è piaciuta molto: sembra portare lo spettatore verso una conclusione scontata ma invece ribalta tutto e ti spiazza. Io l'ho trovato un finale dolce e rispettoso.
martedì 1 ottobre 2019
Unbelievable
Unbelievable è una miniserie Netflix basata su un fatto realmente accaduto: la giovane Marie (K.Dever) viene stuprata ma la polizia non crede alla sua storia. L'azione si divide principalmente in due filoni narrativi: la vicenda di Marie ambientata nel 2008 e un'indagine su una serie di stupri avvenuta nel 2011 e coordinata dalle detective Rasmussen (T.Collette) e Duval (M.Wever).
Otto puntate che raccontano le vicende in modo accattivante e che tengono lo spettatore incollato allo schermo. La vicenda, nonostante il tema trattato, non è mai eccessivamente violento ma si concentra sulle conseguenza per le vittime, non c'è nessuna morbosità e non ha bisogno di chissà che scene forti per scioccare lo spettatore. Sia la regia che la sceneggiatura sono ottime nel creare un'empatia dello spettatore: non si può non soffrire assieme a Marie per tutto quello che le capita e non si può non essere frustrati come le due detective quando l'indagine stenta a decollare.
Il fulcro della narrazione sono indubbiamente le interpretazione di tre attrici fantastiche: Kaitlyn Dever, Toni Collette e Merritt Dever. La prima riesce a dare una vulnerabilità incredibile al personaggio di Marie, le altre due ti fanno venir voglia di seguire altre mille indagini condotte da loro. Anche il resto del cast è ottimo.
Tra le cose che mi sono più piaciute ci sono il modo in cui vengono rappresentate le vittime e come reagiscono alle violenze senza che si dia mai l'impressione che le si stia giudicando in base a come reagiscono ma anche quello in cui vengono mostrate le persone intorno a loro che commettono errori come ad esempio uno dei detective che non crede a Marie: sarebbe stato facile mostrarlo come chissà che mostro o bidimensionale mentre invece è un personaggio a tutto tondo.
Si sente che, trattandosi di un fatto realmente accaduto, c'è molto rispetto per l'intera vicenda e questo fa sì che i personaggi risultino veri.
Una miniserie che consiglio davvero di non perdersi.
Otto puntate che raccontano le vicende in modo accattivante e che tengono lo spettatore incollato allo schermo. La vicenda, nonostante il tema trattato, non è mai eccessivamente violento ma si concentra sulle conseguenza per le vittime, non c'è nessuna morbosità e non ha bisogno di chissà che scene forti per scioccare lo spettatore. Sia la regia che la sceneggiatura sono ottime nel creare un'empatia dello spettatore: non si può non soffrire assieme a Marie per tutto quello che le capita e non si può non essere frustrati come le due detective quando l'indagine stenta a decollare.
Il fulcro della narrazione sono indubbiamente le interpretazione di tre attrici fantastiche: Kaitlyn Dever, Toni Collette e Merritt Dever. La prima riesce a dare una vulnerabilità incredibile al personaggio di Marie, le altre due ti fanno venir voglia di seguire altre mille indagini condotte da loro. Anche il resto del cast è ottimo.
Tra le cose che mi sono più piaciute ci sono il modo in cui vengono rappresentate le vittime e come reagiscono alle violenze senza che si dia mai l'impressione che le si stia giudicando in base a come reagiscono ma anche quello in cui vengono mostrate le persone intorno a loro che commettono errori come ad esempio uno dei detective che non crede a Marie: sarebbe stato facile mostrarlo come chissà che mostro o bidimensionale mentre invece è un personaggio a tutto tondo.
Si sente che, trattandosi di un fatto realmente accaduto, c'è molto rispetto per l'intera vicenda e questo fa sì che i personaggi risultino veri.
Una miniserie che consiglio davvero di non perdersi.
mercoledì 28 agosto 2019
Il re leone
Il re leone è l'ultimo cartone Disney ad aver subito il trattamento live action (ma ne sono in arrivo altri tra cui Mulan e Lilli e il vagabondo). Il film segue fedelmente il cartone animato, praticamente fotogramma per fotogramma e per gli animali usa la tecnica già apprezzata ne Il libro della giungla con un ulteriore miglioramento tecnico. Da un punto di vista squisitamente tecnico è indubbio che il film sia fatto davvero molto bene.
Se avete amato il cartone animato è probabile che anche questo vi piaccia molto. Nota positiva per il doppiaggio: in particolare Edoardo Leo e Stefano Fresi sono assolutamente strepitosi come Timon e Pumbaa. L'unico che non mi convinto del tutto è stato MArco Mengoni: si sente che l'attore non è il suo mestiere, in compenso niente da dire quando canta, il duetto con Elisa è davvero splendido e le loro voci si fondono bene.
L'unico difetto è dato proprio dall'iperrealismo degli animali che fa sì che dicano cose molto divertenti o romantiche senza però che il muso rifletta l'emozione, ma mi rendo conto che erano praticamente impossibile fare altrmenti.
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